Pietro Berrettini (Pietro da Cortona)
Il ritorno di Agar. Circa 1647

Olio su canvas
206×150 cm
The Rumyantsev Museum
Ж-135
Arte italiana dei secoli XVII – XVIII View on the hall's virtual panorama

Sul recto, in basso a destra, appare in rosso il numero di catalogo 386 dell’Ermitage del 1797; sul verso della tela è stampato il numero di inventario 2587dell’Ermitage del 1859.

Il soggetto è preso dall’Antico Testamento, Gen 16,9. Dopo aver incontrato un angelo nel deserto Agar, concubina di Abramo, fece ritorno alla sua casa, da cui la moglie Sara l’aveva cacciata (Pigler 1974, I, p. 37).

La tela proviene dalla collezione di lord Walpole a Houghton Hall, dove nel XVIII secolo venne raffigurata da J.B. Michel in un’incisione pubblicata da Labensky (1805-1809). Fabbrini (1896) aveva erroneamente affermato che il quadro moscovita in passato si trovava nella collezione dei granduchi di Toscana a Firenze. Si trattava, in realtà, di un’altra variante della composizione, di dimensioni leggermente inferiori, ora appartenente al Kunsthistorisches Museum di Vienna (olio su tela, 123 х 99; inv. 170), che è menzionata nel 1762 a Palazzo Pitti (Dezalier d’Argenville 1762, p. 191) e poi tra il 1792 e il 1821, è trasferita in Austria. La variante viennese presenta una composizione speculare e la figura di Sara è spostata in secondo piano. Nella composizione del Museo Puškin Sara è invece collocata a sinistra, e proprio verso di lei si volge il gesto di Abramo: un elemento, quest’ultimo, che introduce nuove sfumature non solo nel contesto figurativo, ma anche in quello concettuale dell’opera. Le pose di Abramo e di Agar restano pressoché immutate nelle due composizioni, mentre diversa è la soluzione coloristica delle vesti di Agar (nel quadro del Puškin ha un mantello rosso, mentre nell’opera viennese è giallo), fatto che influisce considerevolmente sull’impostazione cromatica complessiva delle opere. La gamma coloristica del quadro viennese, nell’insieme luminosa e lieve, lo avvicina alle pitture di Palazzo Pitti, eseguite nello stesso periodo; nella tela moscovita i colori sono più densi, impressione dovuta in parte alla vernice ingiallita che ricopre il quadro.

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Bibliografia
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  • Olio su canvas
    206×150 cm
  • si trova al Museo Puškin dal 1924
    The Rumyantsev Museum
  • Ж-135
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Pietro Berrettini (Pietro da Cortona)

1596–1669