Paolo Veronese
Riposo durante la fuga in Egitto. Metà del 1580

Si evidenzia uno strato di vernice protettiva scurita e sporca.

Sul recto a destra in basso è riportato in rosso il numero del Catalogo dell’Ermitage del 1797: 584.

Sul verso della tela è stampato il numero dell’Inventario dell’Ermitage del 1859: 2203; e l’etichetta: n. 64; si rileva inoltre a destra in alto un sigillo rosso a ceralacca.

Il soggetto riprende l’episodio di Mt 2,13-15. Nella narrazione vengono impiegti anche motivi del Vangelo apocrifo dello Pseudo-Matteo (XIII), popolare nel XVI secolo, soprattutto nell’arte della Controriforma. La Vergine Maria con il Bambino fra le braccia è raffigurata seduta sullo sfondo di un paesaggio sotto una palma, i cui rami erano simbolo del martirio cristiano. Un angelo piega i rami, perché i viandanti possano raccogliere i frutti (secondo un’altra variante, la palma avrebbe inclinato essa stessa i rami, in obbedienza al volere del Bambino).

Una composizione del Veronese su questo tema viene menzionata da Carlo Ridolfi (Ridolfi 1648, I, p. 322), mentre descrive la collezione di Felice Pallavicino a Genova: «...& altre due tele dal Signor Felice Pallavicino della fugo di nostra Donna nell'Egitto e di Cristo tra Dottori».

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Paolo Veronese

1528–1588