Gianantonio Guardi
Alessandro il Macedone davanti alle spoglie del re di persia Dario. Anni 1740

Alessandro il Macedone è un grande condottiero che riportò numerose vittorie sulla grande potenza persiana. Nella battaglia di Gaugamela del 331 a.C. l'esercito di Dario III fu sconfitto, e il sovrano si diede alla fuga. Mentre fuggiva venne però proditoriamente ucciso dal satrapo della Battriana, Besso.

Il quadro di Gianantonio Guardi, fratello del celebre paesaggista Francesco Guardi, è una libera interpretazione di una composizione di un artista genovese del XVII secolo, Giambattista Langetti. Il soggetto di quest'opera in passato veniva così descritto: «Priamo chiede ad Achille il corpo del figlio Ettore», mentre ora viene interpretato, alla pari del quadro moscovita di Guardi, come «Alessandro il Macedone presso le spoglie del sovrano persiano».

Ormai da decenni, si discute su come distinguere le opere di Gianantonio e di Francesco Guardi. Gli inizi dell'attività artistica di Francesco sono legati al suo lavoro su composizioni con figure sotto la guida del fratello maggiore Gianantonio, che nel 1755 divenne membro dell'Accademia veneziana proprio come autore di composizioni storiche; Francesco avrebbe ottenuto un riconoscimento ufficiale molto più tardi, solo nel 1784, e solo come paesaggista.

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