Segna di Bonaventura
Crocifisso. Tra il 1310 e il 1315

Tempera su legno, паволока, doratura
216×145 cm
Il Crocifisso venne acquistato nel primo decennio del XX secolo da M.S. Ščekin in Italia,nel 1909 è stato donato da Ščekin
Ж-231
Arte dell'Impero Bizantino. Arte italiana dei secoli XIII-XVI View on the hall's virtual panorama

La croce è composta di tavole intere di pioppo dello spessore di 30 mm, con la fibra del legno orientata secondo il verso della lunghezza delle medesime, rifilate alle estremità. La tela è presente su tutta la superficie. La traversa orizzontale è incastrata a tergo nella traversa verticale. Il capo di Cristo è contornato da un nimbo applicato. In basso, sotto i piedi di Cristo, una zona del supporto di legno che coincide in parte con la firma dell’artista, presenta bruciature dovute a fiamma di candele. Vi sono lacune dello strato pittorico e della base di gesso lungo il contorno della figura, soprattutto nei punti dove la tavola è stata segata. Sono dorati il nimbo attorno alla testa di Cristo e la fascia che profila la croce. Cfr. Appendice al catalogo.

Segna di Bonaventura è il più noto e geniale dei discepoli di Duccio di Buoninsegna, nella cui bottega, secondo l’ipotesi formulata da Stubblebine (1979, I, p. 130), l’artista avrebbe lavorato dal 1310 al 1312. In seguito egli diresse una propria bottega, ed ebbe allievi e seguaci. Secondo Carli (1981, р. 72), alla fine della sua carriera artistica Segna divenne l’espressione della cosiddetta tendenza accademica, all’interno della cerchia degli artisti legati a Duccio. Nell’arte di Segna lasciarono un’impronta anche i nuovi orientamenti portati dalla giovane generazione dei pittori senesi: Simone Martini, Ugolino da Siena, Pietro Lorenzetti.

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Bibliografia
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  • Tempera su legno, паволока, doratura
    216×145 cm
  • si trova al Museo Puškin dal 1909
    Il Crocifisso venne acquistato nel primo decennio del XX secolo da M.S. Ščekin in Italia,nel 1909 è stato donato da Ščekin
  • Ж-231
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Segna di Bonaventura

1298–1326