Simone dei Crocifissi (Simone di Filippo di Benvenuto)
Annunciazione. Inizio del 1380 anni

Tempera su legno, doratura
55,6×34,5 cm
Acquistata tra il 1886 e il 1898 da D.A. Chomjakov in Italia, nel 1901 dono di Chomjakov (Mosca) al Museo Rumjancev
Ж-236
Arte dell'Impero Bizantino. Arte italiana dei secoli XIII-XVI View on the hall's virtual panorama

Il soggetto è preso da Lc 1,26-38. A partire dal XIV secolo la scena dell’Annunciazione ebbe grande diffusione nella pittura italiana. A questa festa vennero dedicate chiese, cappelle, altari. Nella composizione in esame sono raffigurati l’Angelo, la Vergine Maria, e in alto in una mandorla Dio Padre, da cui si dipartono raggi in direzione di Maria e discende la colomba dello Spirito Santo. Ulteriori elementi simbolici sono presi dai Vangeli apocrifi, dalla Leggenda aurea, da opere di teologia. Ad esempio, san Bernardo e altri sottolineano che l’avvenimento si svolse in primavera, e da qui deriva l’elemento del fiore nel vaso. L’Arcangelo alato è biancovestito e ha in mano un giglio, simbolo della purezza verginale di Maria. Maria posa la mano su un libro aperto, suo attributo costante in questa scena; secondo san Bernardo, sta leggendo le parole della celebre profezia di Isaia (7,14): «Ecco, la Vergine concepirà, partorirà un Figlio...».

La composizione di Simone dei Crocifissi presenta una variante iconografica di Annunciazione piuttosto rara. Abbastanza insolita nella pittura del XIV secolo è la raffigurazione del trono su cui è seduta la Vergine Maria; la sua forma risale al periodo precedente, alle opere di maniera bizantina e di epoca romanica.

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Bibliografia
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