Giuseppe Maria Crespi
Sacra famiglia. 1712

Questo quadro è in coppia con la tela Trapasso di Giuseppe, nella collezione dell'Ermitage.

Il quadro venne dipinto intorno al 1712 su commissione del legato papale e noto collezionista romano cardinale Pietro Ottoboni. Crespi ottenne una commissione tanto prestigiosa da uno dei collezionisti di maggior spicco dell'epoca, soprattutto grazie al grande successo riportato dalla serie di tele «Le sette opere di misericordia», dipinte per lo stesso Ottoboni e attualmente conservate nella pinacoteca di Dresda. Nel 1769 la «Sacra Famiglia» figurava nell'elenco di opere appartenenti alla collezione del conte Brühl, potentissimo ministro di Sassonia, e acquistate da Caterina II per la galleria del Palazzo d'inverno.

La tela è una delle opere più significative dell'artista. Al centro del quadro sono raffigurati la Madonna con il Bambino sulle ginocchia, alla sua sinistra Giovanni Battista, accanto a lui sant'Elisabetta e Zaccaria, e più in là Gioacchino; alla destra della Madonna, sant'Anna prepara la culla; in secondo piano è visibile san Giuseppe. Sulla fascia tolta dalla croce di Giovanni Battista, il Bambino Gesù legge la profezia della sua missione sacrificale: ecce agnus dei. Nel quadro regna un'atmosfera di tensione mistica, in cui tutti gli astanti vivono – ciascuno in maniera individuale – l'istante della rivelazione.

Il quadro godeva di grande notorietà e fu più volte replicato sia dall'artista che dalla sua bottega.

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Giuseppe Maria Crespi

1665–1747