Maestro Romano, inizio dell’VIII Secolo
San Giuseppe. Inizio dell'VIII secolo

Papa Giovanni VII (1-3-705 – 18-10-707), greco d’origine, proveniva dagli ambienti dell’aristicrazia bizantina insediatasi in Italia. Il breve periodo del suo pontificato fu segnato da una straordinaria fioritura artistica. In questo periodo, in particolare, fu decorata con mosaici la chiesa di Santa Maria Antiqua. Giovanni VII si definiva «servus Sanctae Mariae», e proprio alla Vergine Maria dedicò l’Oratorio edificato sul lato nord-occidentale della vecchia basilica di San Pietro. Giacomo Grimaldi (Grimaldi 1972) notifica che l’Oratorio fu demolito il 22 febbraio 1609 quando si mise mano ai lavori di costruzione della nuova facciata di San Pietro, su progetto di Carlo Maderno. Nel periodo precedente lo smantellamento dell’Oratorio, le composizioni musive che rivestivano le pareti ovest e nord vennero ripetutamente copiate, anche in disegni dello stesso Grimaldi. Loro raffigurazioni si incontrano in numerosi manoscritti conservati alla Biblioteca Vaticana.

La scena della Natività, di cui faceva parte la figura di Giuseppe, apparteneva al ciclo cristologico composto di tredici scene e collocato sulla parete ovest (De Rossi 1899). Sono giunti fino a noi alcuni frammenti dei mosaici dell’Oratorio di Giovann VII, la maggior parte dei quali erano stati trasferiti nelle Grotte Vaticane (cappella Bocciata): il ritratto di papa Giovanni VII (Grotte Vaticane; dal 1985 nei fondi Lambertini); la parte superiore di una figura della Madre di Dio, forse anch’essa proveniente dalla Natività (Museo Diocesano, Orte); il Bagno del Bambino, anch’esso probabilmente dalla stessa scena (Grotte Vaticane); il Cristo dalla composizione Entrata in Gerusalemme (Grotte Vaticane); la Madonna Orante (San Marco, Firenze); un frammento dell’Adorazione dei magi (Santa Mara in Cosmedin, Roma). A considerevoli rifacimenti venne sottoposto un frammento raffigurante san Pietro, di cui si ignora la collocazione attuale. Un altro frammento, raffigurante la Vergine Maria e san Longino, è andato perduto.

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Bibliografia
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