Jacopo Torriti
Bambino Gesù. Fine del XIII secolo

Smalto su pietra
52,5×43,2 cm
Si trovava a Roma presso l’antiquario Bonicho, dove nel 1863 venne acquistato da P.I. Sevast’janov, dono di Sevast’janov (Mosca) al Museo Rumjancev (inv. MPRM, n. 305), nel 1924 fu trasferito al Museo Storico
Ж-2859
Arte dell'Impero Bizantino. Arte italiana dei secoli XIII-XVI View on the hall's virtual panorama

È un frammento di mosaico, a cui fin dall’inizio del XVII secolo venne conferito l’aspetto di opera da cavalletto; nel XIX secolo il mosaico venne montato entro una cornice di legno che si conserva tuttora. È notevolmente danneggiato da rifacimenti e integrazioni antiquari, eseguiti tra il XVII e il XIX secolo. Solo la figuretta del Bambino può considerarsi originaria, ad eccezione di zone periferiche della veste, e anche del frammento sotto le sue mani. Il fondo, il nimbo e la zona di colore azzurro nell’angolo sinistro in basso sono posteriori. La superficie del mosaico è sporca.

Negli inventari della collezione del cardinal Benedetto Giustiniani, e poi di suo fratello Vincenzo Giustiniani, si indica la provenienza del frammento dalla vecchia basilica di San Pietro (Danesi Squarzina 1999). Nell’inventario del 1621 l’opera è registrata al n. 175 come «Un quadro de musaico grosso dentro a un telaro di legno con l'efflgie di nostro Signore pucto che tiene una mano sopra il mondo», mentre nell’inventario del 1638, stilato dopo la morte del cardinale, quando la collezione passò al fratello marchese Vincenzo Giustiniani, ne viene data una descrizione più ampia: «Un quadro di una mezza figura di un Christo bambino di musaico antico levate dalla & a fabrica di S. Pietro chiuso in una Cassa di legno alt. pal. 3 in circa larg. 2».

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Bibliografia
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